Inaspettato e sorprendente, il mercatino Natale alla Rocca si svolge da più di vent’anni all’interno della fortezza risalente al 1500, lungo le vie antiche e le strade medioevali della Perugia sotterranea.

Accoglie espositori selezionati da tutta Italia con le migliori produzioni artigianali di qualità, dei mestieri d’arte, della creatività, della sperimentazione e del riciclo.

Ritenuto uno dei mercatini di Natele più suggestivi d’Italia, rappresenta un evento unico nel suo genere: nel “labirinto” delle antiche vie medievali le luci guidano il visitatore tra i colori, i profumi delle produzioni gastronomiche, i saperi delle tradizioni artigiane, la storia che anima e accende i vicoli della Perugia sotterranea. Ingresso gratuito.

 

Orari

- dal lunedì al venerdì: 10.00-19.30

- sabato e domenica: 10.00-20.00

- chiuso il 25 dicembre e la mattina del 1 gennaio; apertura ore 15.00

 

Il palcoscenico rosso della Rocca Paolina si apre, e grazie alla magia del Natale si anima con i grandi classici natalizi e cartoni animati per tutti i bambini!

Nei weekend anche la magia del teatro accenderà il rosso palcoscenico, con divertenti rappresentazioni fatte di elfi gnomi, fatine e dei personaggi incantati delle fiabe!

Corridoio adiacente Sala del Caminetto (La Locanda della Rocca).

 

in collaborazione con Tieffeu Teatro di Figura Umbro

diretto da Mario Mirabassi

Fatevi guidare dal profumo di un buon piatto caldo e sicuramente vi ritroverete nella Sala del Caminetto della Rocca Paolina!

 

Tutti i giorni, 8 dicembre - 7 gennaio, dalle ore 9.30 alle 20.00

Sala del Caminetto

 

Un percorso ricco di fascino ed emozioni vi guiderà nel cuore della Rocca Paolina, nella Sala Cannoniera!

Ad accogliervi ci sarà un grande laboratorio, dove i più piccoli potranno cimentarsi nella realizzazione di presepi e giocattoli ma anche addobbi natalizi, disegni e marchingegni... dando libero spazio alla fantasia!

Il laboratorio è gratuito e i bambini potranno decidere se portare a casa le proprie creazioni oppure “donarle” alla Grande Fabbrica per abbellirla in vista del Natale!

Orari: tutti i giorni dalle 15.30-17.30

 

Babbo Natale, prima di ripartire con la sua slitta e le sue renne verso il Polo Nord, ha trovato riparo nella Rocca Paolina, all’ombra del Grande Nero di Burri. Nell’attesa di affrontare il lungo viaggio, sarà lieto di accogliere tutti i bambini, raccontargli le tante avventure che dovrà affrontare per soddisfare tutti i loro desideri e lasciargli una foto ricordo!

Orari: tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 15.30-19.00

 

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Eventi in fase

di costruzione

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Le Luminarie La città si illumina con eleganti e suggestive luci che accendono e riscaldano le festività natalizie. Villaggio del Ghiaccio Un divertente villaggio che con originali scenografie e giochi animerà Piazza Matteotti.
La Rocca Paolina Visitare la Rocca significa fare un salto indietro nel tempo nella Perugia di Paolo III, quando si iniziano a rincorrere guerre, rivolte, conquiste, suggestioni medievali, leggende, invidie e gelosie che si mescolano a tesori archeologici. Costruita nella seconda metà del 1500 per volere di Papa Paolo III Farnese (dal quale prende il nome “Paolina”) la Rocca fu sin da subito pensata come sistema di protezione e di rifugio in caso di attacchi esterni o di rivolte intestine. Per edificarla fu raso al suolo un intero quartiere, il Borgo di Santa Giuliana, dal quale provengono gran parte dei materiali impiegati per la realizzazione della fortezza. Del vecchio Borgo di Santa Giuliana sono andate perse per sempre nove chiese, due monasteri, una ventina di torri, innumerevoli abitazioni e palazzi signorili di pregio. A pagarne le spese fu famiglia dei Baglioni che possedeva la maggior parte degli edifici del quartiere. Ma la scelta della location non fu affatto casuale: i Baglioni erano infatti nemici giurati di Paolo III, nonché promotori della fallimentare rivolta contro il Papa che spinse quest’ultimo a correre ai ripari, commissionando la costruzione di una fortezza inespugnabile. Solo parte delle abitazioni dei Baglioni sopravvissero e furono inglobate nella Rocca stessa: oggi la Rocca poggia su un vero e proprio sito archeologico dove non solo sono state individuate le case medievali del Borgo di Santa Giuliana ma anche edifici preesistenti, di datazione più remota. L’imponente opera, portata a conclusione in appena tre anni, fu affidata all’architetto Antonio da Sangallo Il Giovane. Proprio a quest’ultimo va attribuito il merito di aver salvato dalla distruzione l’etrusca Porta Marzia (III sec. a.C.) che fece smontare pezzo per pezzo e riassemblare, per utilizzarla come uno degli ingressi alla Rocca. Lo splendido portale etrusco può essere ammirato ancora oggi dai visitatori e costituisce uno degli ingressi alla fortezza. Tuttavia la Rocca Paolina del ‘500 era molto diversa da quella odierna: Paolo III non badò a spese e costruì non solo una fortificazione a scopo difensivo ma una ‘metafora monumentale’ del potere papale. Nel periodo di di edificazione della Rocca Paolina, infatti, Perugia da libero comune acquista lo status (sgradito ai cittadini) di città dello Stato Pontificio. Simbolo dell’oppressione papale sui perugini, e perciò odiata dalla popolazione, la Rocca fu parzialmente distrutta nel 1848. Ricostruita nel 1860 sotto Papa Pio IX, in seguito all’annessione di Perugia al Regno d’Italia, divenne di nuovo oggetto della ribellione dei perugini, ormai liberi di esprimere il proprio disprezzo verso il papato, e demolita. Ne furono risparmiati solo i sotterranei, parte delle mura e Porta Marzia. Attualmente la Rocca Paolina è uno dei monumenti più visitati di Perugia ed è spesso sede di eventi e manifestazioni culturali. Parte della fortezza è oggi attraversata dalle scale mobili che collegano il parcheggio di Piazza Partigiani, attraverso la Rocca, con l’acropoli, conducendo precisamente al porticato laterale del Palazzo del Governo in Piazza Italia, oggi circondata da edifici costruiti in seguito alla demolizione: sfilano l’albergo Brufani, la Banca d’Italia, Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale e il Condominio Residenziale. All'interno dei suoi cunicoli, la Rocca abbraccia tante forme del suo essere che si è evoluto nei tempi, assecondando le necessità dei perugini: fortezza, città nascosta, prigione, camminamento, luogo di coesione sociale. Costruita per proteggere i cittadini da eventuali invasori, è nata come luogo sicuro dove custodire animali, risorse, persone e tesori: ecco perchè anche oggi, camminare all’interno della Rocca, significa visitare un’altra città all’interno della città, dove si possono trovare non solo mostre ed esposizioni, ma anche un sito archeologico sui generis che comprende i resti delle antiche case e degli edifici che sorgevano prima di essa, e dove si respirano le atmosfere che racconti e leggende dei galeotti che nei sotterranei hanno trascorso parte della loro vita.

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La Rocca Paolina
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Le Luminarie La città si illumina con eleganti e suggestive luci che accendono e riscaldano le festività natalizie. Villaggio del Ghiaccio Un divertente villaggio che con originali scenografie e giochi animerà Piazza Matteotti.
La Rocca Paolina Visitare la Rocca significa fare un salto indietro nel tempo nella Perugia di Paolo III, quando si iniziano a rincorrere guerre, rivolte, conquiste, suggestioni medievali, leggende, invidie e gelosie che si mescolano a tesori archeologici. Costruita nella seconda metà del 1500 per volere di Papa Paolo III Farnese (dal quale prende il nome “Paolina”) la Rocca fu sin da subito pensata come sistema di protezione e di rifugio in caso di attacchi esterni o di rivolte intestine. Per edificarla fu raso al suolo un intero quartiere, il Borgo di Santa Giuliana, dal quale provengono gran parte dei materiali impiegati per la realizzazione della fortezza. Del vecchio Borgo di Santa Giuliana sono andate perse per sempre nove chiese, due monasteri, una ventina di torri, innumerevoli abitazioni e palazzi signorili di pregio. A pagarne le spese fu famiglia dei Baglioni che possedeva la maggior parte degli edifici del quartiere. Ma la scelta della location non fu affatto casuale: i Baglioni erano infatti nemici giurati di Paolo III, nonché promotori della fallimentare rivolta contro il Papa che spinse quest’ultimo a correre ai ripari, commissionando la costruzione di una fortezza inespugnabile. Solo parte delle abitazioni dei Baglioni sopravvissero e furono inglobate nella Rocca stessa: oggi la Rocca poggia su un vero e proprio sito archeologico dove non solo sono state individuate le case medievali del Borgo di Santa Giuliana ma anche edifici preesistenti, di datazione più remota. L’imponente opera, portata a conclusione in appena tre anni, fu affidata all’architetto Antonio da Sangallo Il Giovane. Proprio a quest’ultimo va attribuito il merito di aver salvato dalla distruzione l’etrusca Porta Marzia (III sec. a.C.) che fece smontare pezzo per pezzo e riassemblare, per utilizzarla come uno degli ingressi alla Rocca. Lo splendido portale etrusco può essere ammirato ancora oggi dai visitatori e costituisce uno degli ingressi alla fortezza. Tuttavia la Rocca Paolina del ‘500 era molto diversa da quella odierna: Paolo III non badò a spese e costruì non solo una fortificazione a scopo difensivo ma una ‘metafora monumentale’ del potere papale. Nel periodo di di edificazione della Rocca Paolina, infatti, Perugia da libero comune acquista lo status (sgradito ai cittadini) di città dello Stato Pontificio. Simbolo dell’oppressione papale sui perugini, e perciò odiata dalla popolazione, la Rocca fu parzialmente distrutta nel 1848. Ricostruita nel 1860 sotto Papa Pio IX, in seguito all’annessione di Perugia al Regno d’Italia, divenne di nuovo oggetto della ribellione dei perugini, ormai liberi di esprimere il proprio disprezzo verso il papato, e demolita. Ne furono risparmiati solo i sotterranei, parte delle mura e Porta Marzia. Attualmente la Rocca Paolina è uno dei monumenti più visitati di Perugia ed è spesso sede di eventi e manifestazioni culturali. Parte della fortezza è oggi attraversata dalle scale mobili che collegano il parcheggio di Piazza Partigiani, attraverso la Rocca, con l’acropoli, conducendo precisamente al porticato laterale del Palazzo del Governo in Piazza Italia, oggi circondata da edifici costruiti in seguito alla demolizione: sfilano l’albergo Brufani, la Banca d’Italia, Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale e il Condominio Residenziale. All'interno dei suoi cunicoli, la Rocca abbraccia tante forme del suo essere che si è evoluto nei tempi, assecondando le necessità dei perugini: fortezza, città nascosta, prigione, camminamento, luogo di coesione sociale. Costruita per proteggere i cittadini da eventuali invasori, è nata come luogo sicuro dove custodire animali, risorse, persone e tesori: ecco perchè anche oggi, camminare all’interno della Rocca, significa visitare un’altra città all’interno della città, dove si possono trovare non solo mostre ed esposizioni, ma anche un sito archeologico sui generis che comprende i resti delle antiche case e degli edifici che sorgevano prima di essa, e dove si respirano le atmosfere che racconti e leggende dei galeotti che nei sotterranei hanno trascorso parte della loro vita.
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Le Luminarie La città si illumina con eleganti e suggestive luci che accendono e riscaldano le festività natalizie. Villaggio del Ghiaccio Un divertente villaggio che con originali scenografie e giochi animerà Piazza Matteotti.
La Rocca Paolina Visitare la Rocca significa fare un salto indietro nel tempo nella Perugia di Paolo III, quando si iniziano a rincorrere guerre, rivolte, conquiste, suggestioni medievali, leggende, invidie e gelosie che si mescolano a tesori archeologici. Costruita nella seconda metà del 1500 per volere di Papa Paolo III Farnese (dal quale prende il nome “Paolina”) la Rocca fu sin da subito pensata come sistema di protezione e di rifugio in caso di attacchi esterni o di rivolte intestine. Per edificarla fu raso al suolo un intero quartiere, il Borgo di Santa Giuliana, dal quale provengono gran parte dei materiali impiegati per la realizzazione della fortezza. Del vecchio Borgo di Santa Giuliana sono andate perse per sempre nove chiese, due monasteri, una ventina di torri, innumerevoli abitazioni e palazzi signorili di pregio. A pagarne le spese fu famiglia dei Baglioni che possedeva la maggior parte degli edifici del quartiere. Ma la scelta della location non fu affatto casuale: i Baglioni erano infatti nemici giurati di Paolo III, nonché promotori della fallimentare rivolta contro il Papa che spinse quest’ultimo a correre ai ripari, commissionando la costruzione di una fortezza inespugnabile. Solo parte delle abitazioni dei Baglioni sopravvissero e furono inglobate nella Rocca stessa: oggi la Rocca poggia su un vero e proprio sito archeologico dove non solo sono state individuate le case medievali del Borgo di Santa Giuliana ma anche edifici preesistenti, di datazione più remota. L’imponente opera, portata a conclusione in appena tre anni, fu affidata all’architetto Antonio da Sangallo Il Giovane. Proprio a quest’ultimo va attribuito il merito di aver salvato dalla distruzione l’etrusca Porta Marzia (III sec. a.C.) che fece smontare pezzo per pezzo e riassemblare, per utilizzarla come uno degli ingressi alla Rocca. Lo splendido portale etrusco può essere ammirato ancora oggi dai visitatori e costituisce uno degli ingressi alla fortezza. Tuttavia la Rocca Paolina del ‘500 era molto diversa da quella odierna: Paolo III non badò a spese e costruì non solo una fortificazione a scopo difensivo ma una ‘metafora monumentale’ del potere papale. Nel periodo di di edificazione della Rocca Paolina, infatti, Perugia da libero comune acquista lo status (sgradito ai cittadini) di città dello Stato Pontificio. Simbolo dell’oppressione papale sui perugini, e perciò odiata dalla popolazione, la Rocca fu parzialmente distrutta nel 1848. Ricostruita nel 1860 sotto Papa Pio IX, in seguito all’annessione di Perugia al Regno d’Italia, divenne di nuovo oggetto della ribellione dei perugini, ormai liberi di esprimere il proprio disprezzo verso il papato, e demolita. Ne furono risparmiati solo i sotterranei, parte delle mura e Porta Marzia. Attualmente la Rocca Paolina è uno dei monumenti più visitati di Perugia ed è spesso sede di eventi e manifestazioni culturali. Parte della fortezza è oggi attraversata dalle scale mobili che collegano il parcheggio di Piazza Partigiani, attraverso la Rocca, con l’acropoli, conducendo precisamente al porticato laterale del Palazzo del Governo in Piazza Italia, oggi circondata da edifici costruiti in seguito alla demolizione: sfilano l’albergo Brufani, la Banca d’Italia, Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale e il Condominio Residenziale. All'interno dei suoi cunicoli, la Rocca abbraccia tante forme del suo essere che si è evoluto nei tempi, assecondando le necessità dei perugini: fortezza, città nascosta, prigione, camminamento, luogo di coesione sociale. Costruita per proteggere i cittadini da eventuali invasori, è nata come luogo sicuro dove custodire animali, risorse, persone e tesori: ecco perchè anche oggi, camminare all’interno della Rocca, significa visitare un’altra città all’interno della città, dove si possono trovare non solo mostre ed esposizioni, ma anche un sito archeologico sui generis che comprende i resti delle antiche case e degli edifici che sorgevano prima di essa, e dove si respirano le atmosfere che racconti e leggende dei galeotti che nei sotterranei hanno trascorso parte della loro vita.
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La Rocca Paolina Visitare la Rocca significa fare un salto indietro nel tempo nella Perugia di Paolo III, quando si iniziano a rincorrere guerre, rivolte, conquiste, suggestioni medievali, leggende, invidie e gelosie che si mescolano a tesori archeologici. Costruita nella seconda metà del 1500 per volere di Papa Paolo III Farnese (dal quale prende il nome “Paolina”) la Rocca fu sin da subito pensata come sistema di protezione e di rifugio in caso di attacchi esterni o di rivolte intestine. Per edificarla fu raso al suolo un intero quartiere, il Borgo di Santa Giuliana, dal quale provengono gran parte dei materiali impiegati per la realizzazione della fortezza. Del vecchio Borgo di Santa Giuliana sono andate perse per sempre nove chiese, due monasteri, una ventina di torri, innumerevoli abitazioni e palazzi signorili di pregio. A pagarne le spese fu famiglia dei Baglioni che possedeva la maggior parte degli edifici del quartiere. Ma la scelta della location non fu affatto casuale: i Baglioni erano infatti nemici giurati di Paolo III, nonché promotori della fallimentare rivolta contro il Papa che spinse quest’ultimo a correre ai ripari, commissionando la costruzione di una fortezza inespugnabile. Solo parte delle abitazioni dei Baglioni sopravvissero e furono inglobate nella Rocca stessa: oggi la Rocca poggia su un vero e proprio sito archeologico dove non solo sono state individuate le case medievali del Borgo di Santa Giuliana ma anche edifici preesistenti, di datazione più remota. L’imponente opera, portata a conclusione in appena tre anni, fu affidata all’architetto Antonio da Sangallo Il Giovane. Proprio a quest’ultimo va attribuito il merito di aver salvato dalla distruzione l’etrusca Porta Marzia (III sec. a.C.) che fece smontare pezzo per pezzo e riassemblare, per utilizzarla come uno degli ingressi alla Rocca. Lo splendido portale etrusco può essere ammirato ancora oggi dai visitatori e costituisce uno degli ingressi alla fortezza. Tuttavia la Rocca Paolina del ‘500 era molto diversa da quella odierna: Paolo III non badò a spese e costruì non solo una fortificazione a scopo difensivo ma una ‘metafora monumentale’ del potere papale. Nel periodo di di edificazione della Rocca Paolina, infatti, Perugia da libero comune acquista lo status (sgradito ai cittadini) di città dello Stato Pontificio. Simbolo dell’oppressione papale sui perugini, e perciò odiata dalla popolazione, la Rocca fu parzialmente distrutta nel 1848. Ricostruita nel 1860 sotto Papa Pio IX, in seguito all’annessione di Perugia al Regno d’Italia, divenne di nuovo oggetto della ribellione dei perugini, ormai liberi di esprimere il proprio disprezzo verso il papato, e demolita. Ne furono risparmiati solo i sotterranei, parte delle mura e Porta Marzia. Attualmente la Rocca Paolina è uno dei monumenti più visitati di Perugia ed è spesso sede di eventi e manifestazioni culturali. Parte della fortezza è oggi attraversata dalle scale mobili che collegano il parcheggio di Piazza Partigiani, attraverso la Rocca, con l’acropoli, conducendo precisamente al porticato laterale del Palazzo del Governo in Piazza Italia, oggi circondata da edifici costruiti in seguito alla demolizione: sfilano l’albergo Brufani, la Banca d’Italia, Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale e il Condominio Residenziale. All'interno dei suoi cunicoli, la Rocca abbraccia tante forme del suo essere che si è evoluto nei tempi, assecondando le necessità dei perugini: fortezza, città nascosta, prigione, camminamento, luogo di coesione sociale. Costruita per proteggere i cittadini da eventuali invasori, è nata come luogo sicuro dove custodire animali, risorse, persone e tesori: ecco perchè anche oggi, camminare all’interno della Rocca, significa visitare un’altra città all’interno della città, dove si possono trovare non solo mostre ed esposizioni, ma anche un sito archeologico sui generis che comprende i resti delle antiche case e degli edifici che sorgevano prima di essa, e dove si respirano le atmosfere che racconti e leggende dei galeotti che nei sotterranei hanno trascorso parte della loro vita.
La Rocca Paolina